Il lavori di restauro sono stati avviati dopo che nel 1999 il complesso architettonico di Santa Maria Podone è divenuto di proprietà dell’Arcidiocesi di Milano che ha interamente finanziato l’intervento.
Inizialmente il progetto prevedeva il restauro integrale dell’ex canonica mentre per la chiesa solo il restauro del portale e dell’abside settentrionale, oltre al rifacimento delle coperture e degli impianti. Poiché la canonica “abbraccia” la chiesa, essendovi costruita a ridosso per aggregazione, i muri esterni della chiesa si ritrovano all’interno di alcuni locali. Così è stato necessario e inevitabile indagare sui muri di confine con la chiesa arrivando a scoprire e restaurare elementi romanici e quattrocenteschi della chiesa. Ora l’ex canonica ospita una parte residenziale e gli uffici per la sede della Fondazione San Bernardino.
Sono stati recuperati i soffitti lignei, quasi tutti occultati da controffitti compromessi da infiltrazioni d’acqua, in particolare al primo piano è stato scoperto un soffitto settecentesco decorato, celato da due controsoffitti.
Le facciate e le pareti interne prima del restauro si presentavano quasi integralmente rivestite da intonaci di natura cementizia.
Le indagini stratigrafiche eseguite nelle zone prossime all’imposta dei solai hanno identificato porzioni di intonaci coeve ai soffitti da restaurare, ciò e servito come riferimento e modello cromatico per la realizzazione dei nuovi intonaci a base calce.
I pavimenti sono stati realizzati in cotto lombardo fatto a mano, con le stesse dimensioni delle pianelle superstiti trovate sotto i pavimenti in ceramica. In sacrestia è stato recuperato in un locale il pavimento in cotto lombardo variegato, e negli altri ambienti della sacrestia è stato posato del cotto lombardo variegato di colore simile a quello esistente.
Il restauro dei locali della sacrestia e dell’ex canonica ha permesso di mettere in luce i lati esterni dell’abside dell’altare maggiore e della cappella Borromeo rendendo nuovamente leggibile l’andamento poligonale esterno delle absidi intervallato da contrafforti piegati ad angolo, elementi caratterizzanti l’architettura dei Solari nel Quattrocento lombardo.
Le scelte progettuali e le metodologie operative sono state condotte sempre in accordo con la Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Milano.
Per presentare questo cantiere di restauro è stata organizzata una conferenza nell’ambito della VII Settimana della Cultura organizzata dal Ministero per i Beni Culturali e la Soprintendenza di Milano (maggio 2005).
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